Questo documento vuole analizzare e fornire una serie di commenti alle linee guida del Working Draft pubblico del 19 Novembre 2004 delle WCAG 2.0 del W3C e alle implementazioni tecniche.
Nelle tecniche per il primo criterio, la 9.4 delle tecniche per HTML propone:
Many kinds of links have both a text and iconic link adjacent to each other. Often the text and the icon link are rendered in separate links, in part to create a slight visual separation from each other. Visually they appear to be the same link, but they are experienced by many people as two identical links and can be confusing. To avoid this, some authors omit alternative text from the image, but then there is a link with an unclear destination. The preferred method to address this is to put the text and image together in one link, and provide null alternative text on the image to eliminate duplication of text.
Il primo esempio propone di inserire due collegamenti adiacenti, uno per l'immagine e l'altro per il testo che portano alla stessa identica pagina.
Questo potrebbe non essere completamente corretto verso le possibilità relazionali dell'HTML, che correttamente marcate con meccanismi come rel e rev, permettono di identificare le relazioni tra i documenti.
Inoltre il secondo esempio dove sia l'immagine, sia il testo sono nello stesso collegamento, mi sembra molto più corretta è funzionale.
Nelle tecniche per il primo criterio, la 5.1 delle tecniche per HTML propone di non usare gli elementi di formattazione HTML per dare una formattazione alla pagina, si specifica inoltre che però questo è solo consigliato.
La nota che volevo mettere su questo punto è di non crocifiggere alcuni elementi come B o I poichè permettono naturalmente di creare un enfatizzazione visiva separata dall'enfatizzazione semantica. Per esempio permettono naturalmente la seguente separazione:
Telefonami allo <b>041000000</b>, <em>solo</em>, in casi d'emergenza.
La prima enfatizzazione dovrebbe risultare visiva per migliorare la leggibilità della frase, la seconda invece ha un significato semantico dettato dalla stessa pronuncia della frase.
Allo stato attuale non ci sono note rilevanti sulle linee guida 2.
Si potrebbe inserire una nota esplicita che chieda di risolvere il linguaggio in qualunque nome proprio o aziendale.
Questo permetterebbe una corretta pronuncia di tal nome.
Esempio (predefinito in italiano):
<acronym>W3C</acronym>Di fatto solo il secondo esempio è corretto e il tutto vale ancora di più per i nomi propri di persona.
Bisogna inoltre pensare che nomi propri come "Andrea" in culture linguistiche diverse verrebbero interpretate come di sesso diverso.
Esempio:
<span lang="fr">Andrea</span>Si consiglia di inserire anche una nota che chiarisca come gestire eventuali acronimi annidiati.
Esempio:
In caso che l'acronimo XML sia già stato chiarito in precedenza nel documento:Con l'introduzione di XML quale tecnologia padrona nella definizione e strutturazione di dati e linguaggi di marcatura, questo punto delle WCAG 2.0 tente ad essere abbastanza problematico.
Infatti in un ottica XML non esiste un solo linguaggio che non sia formalmente valido se rispetta alcune regole base come la definizione di namespace o di definizioni di documento (DTD e/o XSD).
Quindi il seguente esempio è logicamente valido:
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>Nonostante la validità logica del documento il validatore ci ritorna errore.
Nota: bisogna stare attenti a questo tipo di potenzialità di XML, infatti permetterebbero la proliferazione libera di una miriade di formati proprietari atti all'esecuzione di programmi (es: alternative a SVG). Sarebbe meglio contemplare l'uso di queste potenzialità di XML in un ottica di marcare solo dati informativi e comunque prediligendo sempre i formati raccomandati dal W3C.
Per quanto riguarda l'accessibilità di XML valgono chiaramente le XAG.
Nota: il seguente approfondimento è molto orientato a domande e/o teorie molto aperte, che possono fungere da suggerimenti.
Address si propone di regola un collegamento ad un URI riguardante l'autore direttamente sul suo nome, ma in fondo questo non è nient'altro che citare l'autore, quindi non sarebbe più corretto usare l'elemento Cite, per poter così in XHTML 2.0 sfruttare direttamente la sua proprietà href ?id univoco. Quindi una pagina può partire da H1, arrivare fino a H4 e poi in una divisione univoca ripartire da H1 secondo le necessità logiche e semantiche del documento.cite. Questo potrebbe permettere in futuro un maggiore accesso alle informazioni. Nota: il seguente approfondimento è molto orientato a domande e/o teorie molto aperte, che possono fungere da suggerimenti.
Nota: il seguente approfondimento è molto orientato a domande e/o teorie molto aperte, che possono fungere da suggerimenti.
Accessibilità: dalla teoria alla realtàdi Roberto Scano.